Open Borders è un progetto fotografico collettivo sulle migrazioni, ufficialmente nato nel 2016 dall’incontro di esperienze – fotografiche e non – sul tema.

Open borders nasce dall’urgenza di contribuire al processo critico di decostruzione del “racconto ufficiale” , superficiale e stereotipato, funzionale alle politiche europee in tema di ”accoglienza”, politiche che rispondono evidentemente a logiche speculative (sia in termini di consenso che economici).

Nello specifico questo tentativo si basa sulla ri-umanizzazione delle persone incontrate, cercando di raccontare il fenomeno attraverso le loro storie, approfondendone il vissuto, a discapito dell’immagine di massa indistinta, immagine che è in parte alla base di quel distacco emotivo, oltre che dell’approccio meramente statistico, causa ed effetto della tragedia – più che umanitaria umana – dei nostri giorni.

Open Borders si fonda sulla consapevolezza che l’unico modo per superare questo momento di crisi, sia la presa di coscienza e la formazione di massa critica che possa incidere concretamente sulle scelte politiche nazionali e sovranazionali.

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